Commissionato dalla famiglia Bacci, come edificio per appartamenti, il progetto fu definito a partire dal 1964 da Leonardo Savioli in collaborazione con Danilo Santi e l’Ing. Franco Biagini. Concluso nel 1967, questo edificio rappresenta un’icona dell’architettura modernista della scuola fiorentina. La massa dei volumi dagli angoli smussati enfatizzano il plasticismo voluto da Savioli per costruire un edificio imperniato sull’angolo fra due strade. Le influenze dell’architettura metabolista giapponese si scorge nella concezione costruttiva, dove una struttura intelaiata in calcestruzzo armato conclusa da una grande copertura lenticolare, ospita i volumi degli appartamenti. Le pareti sono composte da un doppio strato di calcestruzzo armato di 5 cm con interposto strato isolante, mentre i cassonetti per gli avvolgibili prefabbricati vengono integrati nel lessico compositivo. Gli accessori come i parapetti, i gocciolatoi delle finestre ed il pluviale rappresentano una firma inconfondibile dell’architetto, geometrie che richiamano le grafiche dei disegni concettuali del maestro.
Il restauro si è reso necessario nel 2014, dopo il distacco di alcune porzioni angolari ed erosioni da ruscellamento di acque meteoriche. L’intervento è stato mirato al consolidamento corticale delle facciate in calcestruzzo facciavista ed alla conseguente protezione. Altri interventi hanno riguardato l’inserimento di elementi accessori, quali il parapetto nella scala esterna ed il cancello della rampa carrabile.
L’edificio è censito nell’Atlante dell’architettura contemporanea del Ministero della Cultura
https://atlantearchitetturacontemporanea.cultura.gov.it/casa-per-appartamenti-via-piagentina/